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La giornata nascente ci
attendeva Capri, l’isola delle star, e non attendemmo le
prof per svegliarci. Nella mia stanza ci alzammo verso le
7.00 e, con sguardi di mummia, ci preparammo ad affrontare
la giornata. Dopo un’attesa snervante, arrivò il mezzo
d’imbarco per l’approdo a Capri: era un magnifico aliscafo.
Nel fare il biglietto, immaginai che l’aliscafo non fosse
tanto indistinguibile da un traghetto, ma mi sbagliavo.
Andavamo a circa 100 Km all’ora e alla partenza ci fu
un’accelerazione da scombussolamento. Sul ponte c’era un
vento fastidioso, per cui molti, rassegnati, scendevano al
“primo piano” e si accontentavano di quel poco che potevano
vedere. All’arrivo, mi sarei aspettato di vedere Raul Bova
in boxer, o Alessia Marcuzzi in buchini, invece mi stupii
riguardo le maree di ragazzini che affollavano le poche aree
di transito ostacolando l’accesso al centro città. La prima
tappa del percorso fu Anacapri, dove vi arrivammo con un
pulmino. In cima godemmo di un ottimo panorama e ci
rifocillammo in un ottimo ristorante. Seguì perciò un’ora
libera dove visitammo (per metà) la parte bassa di Capri.
Tornammo poi in albergo su una nave-traghetto abbastanza
“scalcagnata” per i miei gusti. Non ci fu tempo per una
doccia, perciò ci cambiammo in fretta e furia e ci
risaziammo. Nella sera non ci pensai due volte per
riaccettare la sfida della sera prima e la vinsi con un
orario che in pochi batterono: le 4.00 del mattino!
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