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T@m - T@mplesso di Montecarotto

FUTURANDO
esperienza didattico-ambientale della classe II C della Scuola media di Montecarotto

 Esperienza didattico - ambientale
(classe II C)

La gita è sempre la gita
primo giorno


Agitazione; buio; attacchi di calore; attesa; ma anche felicità. Felicità molta poi, pensando che aspetto questa gita da dopo Natale. La notte passata in bianco la considerai come una sfida, o come una preparazione. Immaginavo infatti quelle notti che avrei passato in stanza affrontandole con un compagno tenace e una buona scorta di stuzzichini. E, perché no, anche qualche pigiama party, di cui tanto parlammo la sera prima. Le 5.15 arrivarono tra una sveglia e un’altra e non ci pensai su due volte per alzarmi ed affrettarmi a soddisfare la mia attesa. Entrando in sala, la prima cosa che istintivamente notai furono le borse dove la sera prima spendemmo due ore solo per infilarci qualche ricambio, il beauty-case e il necessario per la doccia. Fatta colazione, domai i miei capelli e, finalmente, sfrecciammo verso l’ultima tappa. Mia madre, speranzosa di aver ben organizzato ogni cosa, mi lasciò nel buio rischiarato dalle lanterne. Molti dei miei amici mi accolsero calorosamente e, più insonnoliti che mai, ci sedemmo sulla scalinata della piazza di Montecarotto ed attendemmo in silenzio, nel silenzio solo rotto dalla conversazione dei genitori eccitati. Dopo un quarto d’ora arrivò il pullman tanto atteso, già invaso dalle seconde di Serra e, fattaci forza, caricammo i nostri pesanti borsoni nel portapacchi. Preso posto (in un duo di sedili) mi affacciai al finestrino con due emozioni che non seppi scegliere: la felicità e la tristezza.

Caserta arrivò dopo 5 ore in un’atmosfera di intensa stanchezza, appesantita dal caldo del luogo. Sembrava d’essere al circuito di formula 1 di Brasile: l’aria era così ferma che una piuma sospesa a mezz’aria sembrava in siesta. Respirare era affannoso e passeggiare pareva scalare una montagna. L’entrata della reggia era pullulante di gente disoccupata che vendeva articoli poco interessanti. Visitatala, uscimmo finalmente a respirare aria fresca in un immenso parco dove anche un aereo sarebbe potuto atterrare. “Veramente un parco incantato” pensai. Dopo aver pranzato al sacco, i professori ci concessero una tanto sperata ora libera, di cui io e i miei compagni cogliemmo all’istante l’occasione. Il nostro primo obiettivo fu Cascatella situata proprio al termine della visuale estesa della reggia. Arrivati a metà strada, ci accorgemmo di aver già percorso almeno due Km e ne mancavano ancora almeno il doppio. Rassegnati, ci avventurammo in un sentiero che attraversava l’incontaminata foresta. Arrivati poi ad un laghetto, decidemmo di proseguire il nostro tragitto affidandoci alla logica, solo dopo però aver fatto una risata con la sperduta dei nostri compagni Cristian e Renato. Arrivammo dunque in anticipo all’appuntamento e, nell’attesa, ci divertimmo il più possibile con una palla. Il pomeriggio si trascorse con un noioso tour di Napoli e l’arrivo all’hotel “la Sirenetta” fu ragione di contentezza per molti. All’assegnazione delle stanze non capitarono inconvenienti, anzi, fui il più contento della comitiva. Nell’ora di sistemazione e preparazione, fu un continuo viavai di gente che, eccitata, esaminava con attenzione la stanza del compagno e dava il proprio parere. Miracolosamente il viavai finì e, fatta la doccia, io e i miei compagni di stanza ci dirigemmo dritti dritti alla cena. Le portate non furono così pessime e, dopo esserci saziati, ci dirigemmo in camera. Non aspettammo molto che le professoresse ci dissero di prepararci per una camminata sul lungomare. La camminata fu piacevolissima, soprattutto conoscemmo dei cani randagi molto simpatici. Quando ritornammo in albergo, non chiedemmo altro che di avere la serata libera fino alle 2.00. La prof però ci concesse solo fino a mezzanotte, anche se noi non accettammo la proposta e progettammo di continuare a frequentarci. La serata non passò proprio come avevamo immaginato, ma almeno la vittoria del far tardi ci consolò e ci accontentammo.