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Da questa idea a dare l'impulso definitivo e a creare qualcosa di diverso furono due fratelli russi: i WERNER. Emigrati a Parigi appresero l'arte sia del motore che della bicicletta; costruirono un veicolo a due ruote, utilizzano l'idea di Bouton, ma abolirono posteriormente una ruota . La loro idea funzionò. All'inizio molti ruzzoloni (come per la bicicletta) poi il cervello fece il suo dovere, imparò ad equilibrare il corpo con impercettibili movimenti. Ne costruirono alcuni esemplari e li misero in commercio il 17 gennaio del 1898. E' MICHELE WERNER a coniare la allusiva parola; abbandona il termine "biciclo a motore", e ritiene più corretto chiamarlo MOTO-CICLO, o meglio ancora MOTOCICLETTA al femminile, perchè ormai sta diventando "l'amante" più desiderata dagli uomini di ogni ceto sociale. All'inizio del secolo il nuovo veicolo é notevolmente diffuso. Si moltiplicano i modelli per opera dei francesi Rivierre, Fournier, De Dion, Rambaud, Gareau, Gillardot; dei tedeschi Hildebrand, Wolfmuller; non mancano gli italiani con Figini, Lazzati, Castellazzi, Rosselli, Edoardo Bianchi; infine gli inglesi con i due fratelli Goyan e Stevens, che fondano la nota AJS, iniziando la produzione in serie, ma anche la sfida con le moto del continente.
STORIA DELLE GARE DI MOTO Le competizioni non mancarono. La prima uscita della moticletta che si conosca, é la Parigi-Bordeaux del 1895 riservata indistintamente a tutti i veicoli a motore. Vi parteciparono insieme a tante stramberie motozizzate anche due veicoli che potevano essere definiti "motociclette", anche se non erano ancora tali. La motocicletta diventò un veicolo per uomini "duri" come si può leggere in ciò che segue. "La motocicletta amava l’ uomo selvatico, dotato di molta perizia, aspirava a essere cavalcata dall'ardimento, non desiderava altro che fondersi in un unico corpo col pilota. L'abbraccio della potenza del mezzo meccanico con l'agilità del pilota avvenne, creando la "selvaggia bellezza" della motocicletta fino al punto che, facendo riferimento ai mitici figli di re Issione, i seguaci delle due ruote presero il nome di Centauri". Il giorno della grande popolarità della
motocicletta arrivò nel 1903 con le grandi imprese
sportive: la Parigi-Vienna, la Parigi-Madrid e la leggendaria
sfida tra Francia e Inghilterra, in pista per affermare chi
costruiva le migliori moto. L'anno dopo nel 1904 in Francia nasce il Motocycle Club France, e contemporaneamente la Federation International des Clubs Motocyclistes. Molte gare internazionali coinvolsero
nell'agonismo tutti gli amanti della motocicletta. Non mancarono in Italia gli appassionati, ma soprattutto non mancarono i "maghi" dei motori. A Milano nel 1911 si costituì il primo Moto
Club d'Italia. Nel 1912 si organizzò il primo Campionato di
Motociclismo. Nel 1913 la prima competizione di grande
rilievo: l'Audax. Nello stesso anno MAFFEIS toccò i
116 km/h. L'attività iniziò nuovamente nel 1919, con la
nascita della Milano-Taranto; nel 1921 si diede il via
al classico Circuito del Lario; nel 1922 nacque a Monza il Gran
Premio delle Nazioni. In pochi anni l'Italia si rivelò stupefacente nel campo motoristico. Intelligenza, passione e abilità di piloti e meccanici, fecero decollare il motociclismo italiano ai vertici mondiali. I nomi delle motociclette e dei piloti italiani sulle strade e negli autodromi di tutto il mondo divennero leggendari, fino agli anni Settanta. La GILERA nacque nel 1909, la BENELLI nel 1911, la GUZZI nel 1921, seguì poi la MORINI, la DUCATI, la LAVERDA, la GARELLI, la MOTOBI, la MONDIAL e molte altre ancora. Un'altra azienda si distinse e dominò la scena
mondiale nel secondo dopoguerra per molti anni, la
AUGUSTA; per la costruzione e le strepitose vittorie
della sua MV, e per la costruzione delle poderose moto su
licenza americana: Dai libri d'oro delle maggiori competizioni mondiali risulta evidente la superiorità delle marche italiane fino a un certo periodo. Il Campionato Mondiale di Motociclismo iniziò
per la prima volta nel 1949, con cinque classi: 125, 250, 350,
500, Sidecar. La Classe 50 cc. venne aggiunta solo nel 1962. I nomi Honda, Yamaha, Suzuki e Kawasaki hanno fatto il giro del mondo e ad essi sono legati i successi dei migliori piloti di tutti i tempi.
(Damiano Pagnani, Matteo Rossi, Alessandro Manieri, Nino Rizvanovic e Gianluca Piras - II A)
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