Maestro di Staffolo
(XV sec.)
Fu attivo intorno alla seconda metà del 1400. L'arte
del Maestro di Staffolo si rifà ai modi pittorici di Gentile da Fabriano e alle opere di
Lorenzo Salimbeni. Numerose le opere a lui attribuite; fra le maggiori: il pentittico
della parrocchiale di S.Egidio a Staffolo; la Madonna col Bambino, Santa Lucia e
Sant'Eligio (Kress Collection Claremont); la Madonna della misericordia e i Santi Giovanni
Battista e Sebastiano (gonfalone del museo del palazzetto Venezia a Roma); la Vergine
adorante il Bambino e i Santi Giovanni Battista e Caterina (Pinacoteca comunale di
Fabriano).
Alessandro Costantini
(1581/83 - 1657)
Fu organista a Staffolo come il fratello Fabio.
Affermatosi, divenne maestro di cappella a Loreto e in seguito a Roma. Dopo numerosi e
prestigiosi incarichi a Roma ottenne alla morte di Gerolamo Frescobaldi (1643) il posto di
organista a San Pietro in Vaticano ove rimase fino alla morte. Fu personaggio di spicco
nella Roma musicale dei suoi tempi. Rappresenta, con F. Fontana, E. Bernabei, B. Pasquini
uno dei maggiori rappresentanti della scuola organistica romana che, radicata in terreno
frescobaldiano, stava sperimentando forme nuove e aggiornate alle esigienze compositive
del più moderno genere monodico.
Fabio Costantini
(1570/75 - 1644)
Fratello di Alessandro fu anch'egli musicista,
compositore e cantante. Come maestro di cappella ottenne incarichi in varie cattedrali fra
cui quella di l'Aquila, Orvieto, Rieti, Ferrara e S. Maria in Trastevere a Roma; come
soprano in S. Pietro in Vaticano fino al 1610. In qualità di compositore viene ricordato
per le sue antologie che furono un mezzo importante per la divulgazione della musica
romanica del XVII secolo e per i mottetti pubblicati in numerose raccolte a Venezia e
Roma.
Giovanni Francesco Lancellotti
(1721 - 1788)
Fu uno dei maggiori antiquari marchigiani del XVIII
secolo. Studioso ed erudito di lingua greca, scienze filosofiche e diritto, raccolse
documenti sugli scrittori piceni e molti studi sul patrimonio epigrafico delle Marche. Fu
autore di una parte della biblioteca picena, poi pubblicata nel 1790 dal Vecchietti.
La famiglia Manuzio
Secondo l'ipotesi del Lancellotti (ripresa poi da altri)
la famiglia dei celeberrimi stampatori Manuzio avrebbe origini dal notaio staffolano
Vagnone Manutii, operante a Staffolo alla fine del '200. La famiglia Manuzio è
storicamente attestato essere presente a Staffolo nel 1574 con Maria Manuzio, figlia di
Paolo e nipote di Aldo il Vecchio.
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