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Situata all'interno della cinta muraria, a metà strada fra la parrocchiale e il municipio, la costruzione apparteneva ad un convento dei francescani sorto nella seconda metà del XIII secolo. Tale ascendenza è visibile nel portale su scalinata e nella struttura del plesso conventuale, il cui chiostro è ora parzialmente inglobato nella sala Cotini. Da notare l'originale campanile ottagonale, con richiami di stile bizantino, poggiante direttamente sulla scarpata delle mura. L'interno, ad unica navata, fu ristrutturato in epoca barocca, con rimaneggiamenti tali da stravolgere l'originaria costruzione probabilmente a granaio con copertura a capriate. |
L'attuale struttura presenta un arco trionfale a pieno centro e la cupola a catino. Di pregio le opere contenute: l'Eterno Padre e quattro Santi di Maffeo Verona (1576-1618), Madonna e Santi di Filippo Bellini (1530 c.-1603), altre tele barocche, in una delle quali è una raffigurazione di Staffolo del sec. XVI-XVII, arredi e volumi sacri dei secoli XVI-XVIII. È recente il restauro del prezioso organo opera del celebre organaro veneto Gaetano Callido; autore di strumenti di gran pregio, diffusi non solo in Italia e in Dalmazia ma anche ad Alessandria d'Egitto e Costantinopoli, realizzò l'organo di Staffolo per i padri conventuali nel 1769 e figura nel catalogo originale degli organi Callido. Attualmente la chiesa fa parte del circuito concertistico della rassegna organistica marchigiana. |
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Pagine a cura del Centro Audiovisivo Distrettuale |
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