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Cari ispettori Boselli e Melucci
ci sono ancora, e vi scrivo da quel
paese piemontese, Alpignano, che ha ospitato la Postprogrammazione,
senza rendersi conto di quel che faceva.
Mi viene da ridere, ma è la pura verità. La Post era talmente
lontana dal mondo rigido della scuola da essere accantonata. I germi
sono rimasti, però, e nel silenzio hanno avuto modo di proliferare
in vari "spiriti". Col ricambio del 50% dei docenti, la
scuola "S. Borello", ove opero, ha avuto un'impennata
rivoluzionaria, e per prima cosa le maestre (tutto il personale è
ora femminile) hanno ritrovato la voglia di spendersi nella
relazione, di mettersi in gioco come persone prima, e come docenti
poi. I1 risultato è stato che molti mariti si sono domandati come
mai le mogli, all'improwiso, sentissero tanto amore per la scuola. A
poco a poco, la conoscenza dell'altro, la scoperta delle diversità,
e pur nella diversità, il ritrovarsi con affinità su temi
socio-culturali -politici-economici, ci ha condotte a capire quanto
il pregiudizio nasca dall'ignorare tutto dell'altro, e quanto questo
sia dovuto a pigrizia, oppure ad opportunità o anche alla paura di
entrare in conflitto con il clan che domina e sentirsi, poi, isolato
nel/dal contesto scuola. I1 gruppo di persone che si è messo in
gioco è ora molto unito, valorizza tutte le diversità, socializza
le ansie (quante ce ne sono state-i rigidi programmi danno sicurezza
nell'insicurezza dell'essere) ed utilizza un pensiero pensante. I1
rapporto col DD si è modificato e possiamo esprimere il nostro
parere tranquillamente, e non solo. Tutto il percorso di
rinnovamento è partito dal nostro contesto e lo abbiamo gestito da
sole. I1 DD si è messo a disposizione in base alle nostre
richieste. Ci siamo confrontate con testi vari, abbiamo assunto da
questi linguaggi che abbiamo sentito nostri; abbiamo fatto
un'analisi critica della nostra pluriennale esperienza, partendo dai
nostri desideri e valori. Ci siamo domandate, anche, quale fosse
oramai la prospettiva culturale-economica da considerare, visto la
società in continuo cambiamento.
Postprogrammazione (non abbiamo, in tal senso, abbastanza esperienza
per definirlo tale), ma lo chiamiamo Progetto-Persona perché rivede
la relazione educativa, il metodo, l'organizzazione. ritrovando,
attraverso il pensiero/pensante, "la primavera del nostro stare
in scuola come donne, anche" (così l'ha definito una collega),
perché non riconsegnare anche ai bambini la gioia dell'essere
tali,nel la loro specificità, dentro la scuola, coinvolgendo anche
le famiglie? E hop-là, ecco da quest'anno la sperimentazione
triennale. Siccome stiamo lavorando sodo (qualcuno ci osserva
sperando nella caduta) e ci sottoponiamo ad auto-verifica.
Mi rendo conto, però, che "galeotto" fu quel libro della
Post: la responsabilità del nostro cambiamento di rotta e di mezzo
(visto che diamo la priorità alla vela) è anche di Boselli/Melucci.
Almeno una lettera d'incoraggiamento, cari Ispettori, potreste
inviarla al team della Borello, suggerendo, magari, letture che
potrebbero ulteriormente stimolarci. Adesso chiudo, perché sono
veramente stanca, e mi SCUSO per non essere stata più concisa, ma
lo scritto è "uscito" così dalla testa. Stop. Ha, ancora
un attimino. Se siete impegnati e non potete rispondere, non ci sono
problemi perché la Post è un regalo grandissimo.
Un caro saluto,
Anna Cerri
Cara Anna
La Tua lettera ci ha veramente commosso. Non avremmo mai pensato
che, dopo tre anni, l¹eco delle nostre parole non si fosse ancora
spenta
E¹ così difficile ascoltare parole diverse e pensare criticamente,
specie quando come nel nostro tempo si ha a che fare con i grandi
ammassi di "formazione" facile, godibile, pratica e
insensata al "pensiero unico" che i centri ufficiali della
cultura e dell'istruzione riversano su ogni persona dalla mattina
alla sera e forse, domani, anche durante il tempo sinora inviolato
del sonno.
Cosa fare per salvarci dalla marea dell'incultura, ovvero della
cultura artificiosa che i Signori del Sistema fanno confezionare per
gli schiavi al fine di continuare la loro orgia di denaro e potere?
L¹unica è forse leggere i grandi poemi di ogni tempo, la Bibbia, i
Dialoghi, la Divina Commedia. Salvare l¹anima, che per fortuna è
immortale, può essere mortificata ma non uccisa; guardare in volto
l¹Altro (non il Cliente o il Collega); costruire con gli amici una
scuola che ci aiuti a sopportare il presente e a pensare il futuro.
Quanto alle letture minori, leggete Bourdieu ("Controfuochi"),
i libri della collana Encylopaideia (La Nuova Italia) e la rivista
telematica che dirigo "Postprogrammando" (www.cadnet.marche.it/postprogrammando).
Tra un po¹ usciranno presso La Nuova Italia e Armando due libri
sulla valutazione cui abbiamo collaborato e da Conero un libro sulla
qualità della scuola che avremo cura di inviarVi direttamente.
Saremo ben lieti di incontrarVi personalmente ad Alpignano o
altrove.
Un abbraccio
Gabriele e
Agostina
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