Lettere dal fronte  scolastico
La situazione del personale scolastico: 
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Lettera da Forlì

Lettera da Alpignano

 
   
Da Alpignano: Anna Cerri


Cari ispettori Boselli e Melucci

ci sono ancora, e vi scrivo da quel paese piemontese, Alpignano, che ha ospitato la Postprogrammazione, senza rendersi conto di quel che faceva. 
Mi viene da ridere, ma è la pura verità. La Post era talmente lontana dal mondo rigido della scuola da essere accantonata. I germi sono rimasti, però, e nel silenzio hanno avuto modo di proliferare in vari "spiriti". Col ricambio del 50% dei docenti, la scuola "S. Borello", ove opero, ha avuto un'impennata rivoluzionaria, e per prima cosa le maestre (tutto il personale è ora femminile) hanno ritrovato la voglia di spendersi nella relazione, di mettersi in gioco come persone prima, e come docenti poi. I1 risultato è stato che molti mariti si sono domandati come mai le mogli, all'improwiso, sentissero tanto amore per la scuola. A poco a poco, la conoscenza dell'altro, la scoperta delle diversità, e pur nella diversità, il ritrovarsi con affinità su temi socio-culturali -politici-economici, ci ha condotte a capire quanto il pregiudizio nasca dall'ignorare tutto dell'altro, e quanto questo sia dovuto a pigrizia, oppure ad opportunità o anche alla paura di entrare in conflitto con il clan che domina e sentirsi, poi, isolato nel/dal contesto scuola. I1 gruppo di persone che si è messo in gioco è ora molto unito, valorizza tutte le diversità, socializza le ansie (quante ce ne sono state-i rigidi programmi danno sicurezza nell'insicurezza dell'essere) ed utilizza un pensiero pensante. I1 rapporto col DD si è modificato e possiamo esprimere il nostro parere tranquillamente, e non solo. Tutto il percorso di rinnovamento è partito dal nostro contesto e lo abbiamo gestito da sole. I1 DD si è messo a disposizione in base alle nostre richieste. Ci siamo confrontate con testi vari, abbiamo assunto da questi linguaggi che abbiamo sentito nostri; abbiamo fatto un'analisi critica della nostra pluriennale esperienza, partendo dai nostri desideri e valori. Ci siamo domandate, anche, quale fosse oramai la prospettiva culturale-economica da considerare, visto la società in continuo cambiamento.
Postprogrammazione (non abbiamo, in tal senso, abbastanza esperienza per definirlo tale), ma lo chiamiamo Progetto-Persona perché rivede la relazione educativa, il metodo, l'organizzazione. ritrovando, attraverso il pensiero/pensante, "la primavera del nostro stare in scuola come donne, anche" (così l'ha definito una collega), perché non riconsegnare anche ai bambini la gioia dell'essere tali,nel la loro specificità, dentro la scuola, coinvolgendo anche le famiglie? E hop-là, ecco da quest'anno la sperimentazione triennale. Siccome stiamo lavorando sodo (qualcuno ci osserva sperando nella caduta) e ci sottoponiamo ad auto-verifica.
Mi rendo conto, però, che "galeotto" fu quel libro della Post: la responsabilità del nostro cambiamento di rotta e di mezzo (visto che diamo la priorità alla vela) è anche di Boselli/Melucci. Almeno una lettera d'incoraggiamento, cari Ispettori, potreste inviarla al team della Borello, suggerendo, magari, letture che potrebbero ulteriormente stimolarci. Adesso chiudo, perché sono veramente stanca, e mi SCUSO per non essere stata più concisa, ma lo scritto è "uscito" così dalla testa. Stop. Ha, ancora un attimino. Se siete impegnati e non potete rispondere, non ci sono problemi perché la Post è un regalo grandissimo.

Un caro saluto, 

Anna Cerri


Cara Anna

La Tua lettera ci ha veramente commosso. Non avremmo mai pensato che, dopo tre anni, l¹eco delle nostre parole non si fosse ancora spenta
E¹ così difficile ascoltare parole diverse e pensare criticamente, specie quando come nel nostro tempo si ha a che fare con i grandi ammassi di "formazione" facile, godibile, pratica e insensata al "pensiero unico" che i centri ufficiali della cultura e dell'istruzione riversano su ogni persona dalla mattina alla sera e forse, domani, anche durante il tempo sinora inviolato del sonno.
Cosa fare per salvarci dalla marea dell'incultura, ovvero della cultura artificiosa che i Signori del Sistema fanno confezionare per gli schiavi al fine di continuare la loro orgia di denaro e potere?
L¹unica è forse leggere i grandi poemi di ogni tempo, la Bibbia, i Dialoghi, la Divina Commedia. Salvare l¹anima, che per fortuna è immortale, può essere mortificata ma non uccisa; guardare in volto l¹Altro (non il Cliente o il Collega); costruire con gli amici una scuola che ci aiuti a sopportare il presente e a pensare il futuro.
Quanto alle letture minori, leggete Bourdieu ("Controfuochi"), i libri della collana Encylopaideia (La Nuova Italia) e la rivista telematica che dirigo "Postprogrammando" (www.cadnet.marche.it/postprogrammando). Tra un po¹ usciranno presso La Nuova Italia e Armando due libri sulla valutazione cui abbiamo collaborato e da Conero un libro sulla qualità della scuola che avremo cura di inviarVi direttamente.
Saremo ben lieti di incontrarVi personalmente ad Alpignano o altrove.

Un abbraccio

Gabriele e Agostina


html a cura di Volfango Santinelli