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Comincio da tre... a cercare l'oriente

di Maddalena Zanfanti


Certo è difficile parlare di dispersione scolastica a partire dalla scuola dell'infanzia; forse non è termine che si possa ritagliare in modo appropriato per questa età perché sul piano esistenziale e culturale non esistono ancora strade talmente tracciate rispetto alle quali si possa parlare di "dispersi".
Si tratta allora di inserire la questione entro un lavoro complessivo per la qualità della scuola che significa impegno per prevenire la dispersione scolastica e le varie forme di disagio. Per procedere in questa prospettiva, va rafforzata l'azione orientante della scuola: l'orientamento è infatti la risposta più adeguata alla dispersione. La scuola tutta è luogo di orientamento in quanto si adopera affinchè ciascuno acquisisca consapevolezza prospettica di sé nella relazione culturale. In questo senso hanno cercato di lavorare 6 scuole della provincia di Forlì.


I circoli coinvolti nei "Progetti Dispersione" sono: San Mauro Pascoli, Cesenatico 1 e 2°, Bertinoro, Santa Sofia, Sogliano al Rubicone.

Questi i singoli progetti:

SAN MAURO PASCOLI
"Operare per crescere"
per progettare e realizzare esperienze volte a potenziare la scuola quale luogo di vita e di cultura.
In particolare nelle scuole del Circolo si stanno approfondendo le tematiche
dell'autobiografia e dell'orientamento per comprendere il disagio e orientare il benessere dei soggetti, adulti e bambini.
Referente: ins. Giovanna Balacca
e-mail:
didi45@cittàdelrubicone.com


CESENATICO 1°
"Progetto Ulisse"
per prevenire il disagio infantile offrendo strutture quali
il Centro Ricreativo Culturale per l'infanzia (ludoteca, biblioteca, sala multimediale, laboratorio informatica, laboratorio espressivo polivalente), in grado di rispondere alle esigenze, alle aspettative del bambino ed al suo irrinunciabile diritto al gioco;
la Ludoteca dei popoli per estendere l'incontro e la comprensione fra culture altre, al fine di promuovere il rispetto dei diritti e delle diverse identità.

Referente: ins. Rossana Rossi
e-mail:cesnat@criad.unibo.it

CESENATICO 2°
"Ricercare per risolvere"
Il progetto è completamente incentrato su un processo di ricerca - azione e mira a:
* rinforzare la relazione fondamentale adulto-educatore/bambino-alunno
* personalizzare fin dove è possibile l'intervento pedagogico-didattico
* intrecciare culture diverse
* attivare percorsi in grado di promuovere motivazioni
* promuovere percorsi centrati sull'integrazione dei linguaggi
* costruire uno sfondo promotore di motivazione al successo scolastico.

Referente: ins. Manuela Geminiani
e-mail:cesenatico2@interoffice.it


BERTINORO
"Nuove relazioni e incontri fra diversità"
per un'azione educativa fondata sul protagonismo competente del bambino, soggetto attivo a cui vengono offerte molteplici opportunità, attraverso un laboratorio trasversale ai plessi, creando occasioni relazionali particolarmente mirate all'incontro tra le diversità, dando a ciascuno la possibilità per riconoscersi ed esprimersi.

Referente: ins. Aida Leoni


SANTA SOFIA
"Progetto Educativo Interculturale"
per inquadrare l'intercultura in una prospettiva formativa attraverso l'attivazione di un laboratorio rivolto ai bambini incentrato sul tema dell'educazione alla convivenza.

Referente: ins. Fleana Campitelli



SOGLIANO AL RUBICONE
"Progetto A.G.I.O."
A scuola sto bene
Giocando
Imparo cose nuove
Orientandomi sul mondo futuro
per affrontare il disagio e la dispersione, valorizzando tutte le intelligenze, riconoscendo e incentivando tutti i possibili linguaggi, sperimentando situazioni di benessere e di A.G.I.O., promuovendo nella scuola la cultura dell'orientamento.
Referente: ins. Maddalena Zanfanti
e-mail:d.d.sogliano@tin.it


I compiti che ci siamo dati all'interno del coordinamento dei progetti, composto dagli insegnanti referenti dei progetti , l'ispettrice Agostina Melucci e il prof. Giorgio Ravaioli, sono stati principalmente quelli di:

* riflettere sui concetti di dispersione e disagio;
* capire quale visione culturale emerge nella scuola sui temi
dispersione /orientamento;
* monitorare le iniziative proposte dai circoli per meglio comprendere le dimensioni locali del fenomeno.

In particolare ci siamo soffermati sul presente questionario propostoci dall'ispettrice A. Melucci :

* Cosa intendi per dispersione in generale?

* E per disagio ?

* Cosa può significare dispersione scolastica ?

* E disagio scolastico ?

* Come si esprime nella sezione?

* Quali sono le forme di disagio più rilevanti?

* Connesse all'apprendimento , alla relazionalità ?

Il questionario, cosi composto, è stato proposto a:
* Insegnanti referenti di ogni progetto
* Insegnanti dei rispettivi collegi docenti
* Dirigenti

Non è stato facile raccogliere e assemblare dei dati, visto che si trattava di domande e risposte aperte.
Abbiamo cercato di raccogliere le parole che maggiormente ricorrevano.

Questo è quanto è emerso da insegnanti e dirigenti:
Dispersione è perdita, distacco, allontanamento, dis/orientamento, dis/integrazione, disgregazione, perdita d'identità, isolamento, solitudine, perdere le tracce, dissipazione delle forze, assenza di fiducia, perdita di senso.
Disagio è malessere, difficoltà, incapacità, limite, inadeguatezza, impaccio, imbarazzo, carenza, impotenza
Dispersione scolastica è non raggiungimento della meta, insuccesso, evasione, mortalità scolastica, fallimento disinteresse.
Creano dispersione gli insegnanti
* quando sono "grigi", poco motivati all'insegnamento, trasmettitori di un sapere statico e non interpretato , agito, trasformato, poco attento ai diversi stili di apprendimento, e ai canali differenziali della comunicazione ;
* quando sono "oberati" di lavoro e poco incentivati dalla valorizzazione e dal riconoscimento sociale e soprattutto economico.
Creano dispersione le famiglie
* quando sminuiscono il ruolo o l'importanza della scuola oppure lo amplificano delegandole anche i propri compiti educativo-formativi.
Creano dispersione i dirigenti , a loro volta sovraccaricati di lavoro e investiti di un ruolo in completa evoluzione:
* quando non sono in grado di raccordare, valorizzare, utilizzare le risorse umane e materiali della scuola;
* quando non si preoccupano di promuovere l'orientamento e la formazione degli alunni in tutte le forme.


Creano dispersione i legislatori
* quando (come in questi ultimi anni) hanno cercato di fronteggiare alcune emergenze di carattere sociale investendo la scuola (e chi in essa opera) di compiti e funzioni che spesso non le competono e che non le sono propri.
Disagio scolastico è
difficoltà a livello relazionale e di apprendimento.
Nella sezione il disagio di esprime attraverso:
aggressività, leadership negativa, ipermotricità, difficoltà ad accettare regole, tendenza alla competizione, scarso interesse e capacità di attenzione, demotivazione, passività, paura e disorientamento rispetto al nuovo, ansia da separazione, insicurezza e ansia da prestazione, timidezza, difficoltà di comunicazione, ricerca esasperata di attenzione, scarsa motivazione all'apprendimento, difficoltà ad esprimersi, tendenza all'isolamento, atteggiamenti di rifiuto.
Le forme di disagio più rilevanti sono quelle di :
* alunni con deficit, alunni stranieri;
* alunni con disagi socio-familiari;
* alunni che non trovano una coerenza educativa fra scuola , famiglia, extra-scuola.
Nella Scuola Materna disagi connessi all' apprendimento e alla relazionalità sono correlati in quanto apprendimento e relazionalità sono strettamente interdipendenti.

Il questionario è stato proposto a forma semplificata anche a:

* famiglie
* bambini

Questionario proposto alle famiglie
* Quali sono gli aspetti della scuola di vostro figlio che maggiormente gli creano disagio?
* Quali invece quelli che favoriscono il suo "benessere"?
* Quali suggerimenti vi sentite di dare per favorire lo "star bene a scuola"?

Dalle famiglie emerge che:
* non rileva alcun disagio il 45%
Il disagio rilevato dal restante 55% riguarda principalmente:
* inadeguatezza e/o carenza di alcune strutture (spazi esterni, attrezzature, ....)
* alcuni aspetti organizzativi (orari, trasporto, riposo pomeridiano, ...)



Questionario proposto ai bambini
* Ti piace la scuola?
* Cosa ti fa star bene a scuola?
* Cosa invece ti fa star male?

Dai bambini emerge che:
* la scuola è vissuta come un ambiente positivo, di "benessere";
* l'idea di disagio a scuola è legata a difficoltà nella condivisione e convivenza;
( "lui mi fa i dispetti", " mi ruba i giochi", ....)
* l'idea di benessere a scuola è legata al gioco, all'accoglienza, alla relazione
(con gli insegnanti, con i compagni).

Alcune considerazioni

La scuola che disperde è dunque una scuola che non accoglie, che non stimola, che non attira, che non coglie e che non valorizza la diversità/individualità di ciascuno: una scuola che si arrende all'epoca.
Una scuola conformista che non riesce a differenziare la sua offerta formativa , che non è attenta agli stili di apprendimento, che non sa usare tutti i canali comunicativi, scollata dalle culture di provenienza degli alunni, che tende a rafforzare negli alunni le tendenze alla docilità, all'obbedienza, alla competitività, scoraggiando in questo modo l'indipendenza e il coraggio dell'iniziativa; una scuola che non è in grado di formare e di educare ma solo di programmare, che non mette gli alunni nella condizione di poter camminare con le proprie gambe; "una scuola che dà le briciole e non i sassolini "(1).
Una scuola serva delle strutture di dominio, che abbandona proprio chi ha maggiormente bisogno di lei e che talvolta toglie memoria e futuro.
Spesso nella scuola manca la cultura dell'orientamento; non sempre la scuola si rende conto dell'importanza di lavorare intorno ad unico grande progetto che è quello della formazione, dell'educazione alla consapevolezza di sé, alla capacità di operare delle scelte, a sapersi destreggiare nelle più disparate situazioni, alla possibilità di poter accedere alla cultura che, chissà perché, non diventa mai patrimonio di tutti. In sintesi una scuola "organica al mondo" , incapace di orientare se stessa e i soggetti alla vita e al mondo futuro.

Crediamo che il processo di orientamento del bambino ponga le sue radici proprio nella scuola d'infanzia, un processo volto ad aiutare ogni soggetto a costruirsi pienamente -nonostante il sistema informativo globale- come persona capace di valutare le proprie scelte e di autovalutarsi.
A partire dunque dalla Scuola dell'Infanzia abbiamo il compito di rafforzare in ogni soggetto la costruzione di forme culturali interiori di resistenza quali strumenti di analisi critica, comprensione e rielaborazione della realtà, creatività.
E' importante aiutare a maturare la consapevolezza del "chi sono" "dove mi trovo" e "dove voglio andare" per dare senso all'esistenza in modo libero, consapevole, autonomo e competente.

Non crediamo di esagerare affermando che la Scuola Materna sia paradossalmente la scuola dell'orientamento ( dico paradossalmente perché è un termine che appartiene più alle scuole medie o superiori, spesso si sente parlare di orientamento solo verso la fine del percorso scolastico, quando forse i giochi sono fatti!).
Lo affermiamo perché nella scuola materna si lavora soprattutto:
* per l'accoglienza e il benessere;
* per educare veramente all'autonomia e alla decisionalità ( si pensi solo ai momenti di autogestione nei centri di interesse e alla possibilità di poter scegliere un proprio percorso);
* per differenziare l'offerta formativa perché ogni percorso viene proposto attraverso una pluralità di esperienze e di linguaggi;
* per utilizzare veramente tutti i linguaggi, verbali e non , e valorizzare tutte le "intelligenze" dei bambini (probabilmente è l'unica scuola che riesce a farlo);
* per la condivisione e della cooperazione;
* perchè i rapporti diventino relazioni, quelle relazioni attraverso le quali passano il piacere e il gusto della conoscenza;
* per riconoscere e valorizzare la differenza e l'interazione con le altrui identità/differenze.

Conclusioni

Anche se la tematica della dispersione occupa tutti gli ordini e gradi di scuola, possiamo confermare che la Scuola Materna mantiene una sua peculiarità come area di tutela e prevenzione del disagio e della dispersione (quel disagio che sappiamo essere più difficilmente gestibile nella scuola elementare, e addirittura già quasi irreversibile nella scuola media). E' il "primo mondo" extrafamigliare dei soggetti che la frequentano e può essere di preparazione a non soccombere al terzo (quello della cultura propinata dai mezzi di comunicazione di massa) e non disperdervisi.
Questo perché la Scuola Materna è il luogo dove il bambino incontra al di fuori della famiglia, le prime figure referenti per la sua cultura e dove in alcuni casi prende coscienza delle altre culture; è il luogo degli incontri consapevoli in cui farsi conoscere e riconoscere; è il luogo dove impara a mettere radici attraverso l'ascolto e la parola, la narrazione e il ricordo, la connessione e il confronto, la consapevolezza del sé che passa dalla storia alla propria storia, dall'ambiente al proprio ambiente e viceversa.
Tutto questo è parte del nostro progetto di scuola.



(1) A.CANEVARO I bambini che si perdono nel bosco, LA NUOVA ITALIA, Scandicci, 87

Bibliografia

Boselli G. - Melucci A. "Dispersione & Orientramento" in INFANZIA, La Nuova Italia, Aprile 99
Agostina Melucci (a cura di) "Innovazione", Il Segnalibro, Torino 1997




html a cura di Volfango Santinelli