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all'indice La ricerca del
senso nella stagione
della pluralità
di Gabriele Boselli
| Prologo - Una
cattiva retorica, una mielosa nenia tende ad addormentare ogni tentativo di riflessione
radicale sulla pluralità e sulla ricerca di senso: litanie di integrazionistici luoghi
comuni si snodano ormai sulle pagine della normativa, su quelle stesse gazzette ufficiali
che in altri tempi proclamarono la dottrina della razza e l'avvio della persecuzione, che
forse domani nuovamente tenteranno di ufficializzare l'odio. La mediocrità di pensiero che sorvola sulle differenze e le diversità proclamando uguali (sovrapponibili) tutti gli uomini, dimenticando che l'uomo é sovrapponibile solo quando é morto od omogeneizzato; il prevalente conformismo delle idee integrazioniste, per cui i soggetti dell'alterità dovrebbero appropriarsi degli (ed essere appropriati dagli) schemi mentali, affettivi e comportamentali della maggioranza o qualche volta della minoranza; il volontarismo filantropico delle anime buone, per le quali l'altro é sempre un bene: sono tutti ottimi sistemi di preparazione alla ferocia razzistica. Forse il benintenzionato di gran cuore sta preparando un nuovo avvento della Bestia. Tesi - Il nostro sarebbe il tempo della differenza e della diversità, della pluralità delle culture e delle quasi-culture; ma è anche il tempo della monocultura del Mercato Unico mondiale ovvero della distruzione del Natura, della manipolazione genetica, della lingua inglese universale. Questa monocultura esprime il ³pensiero unico² dei signori dell¹Economia e della Tecnica; operando con mezzi di soverchiante potenza, rende difficile la cura di sé e dell¹altro e la ricerca di un senso autentico, ovvero legato al Soggetto e alla sua Terra. (v. AAVV ³Nel tempo della pluralità², La Nuova Italia, 97) Argomentazioni - Con "differenza" di senso si può intendere il vario peso/levità e qualità della tradizione che ci si porta appresso. Lo stato dell'essere con la relativa massa del pregiudizio, del precompreso, del precostituito nel frazionato continuum cul-turale/subculturale d'appartenenza. La differenza viene dal passato, é l'eredità; é ciò che siamo stati, che sono stati. Diversità di senso é la varia intenzionalità, i richiami che vengono dal fu-turo della cultura; le gravità esercitate dalle masse di senso in formazione. La forma non compiuta che preme al di sotto e al di sopra delle evidenze. L'insieme delle energie che attivano i fenomeni del campo culturale. La diversità muove dal futuro, é ciò che saremo, che saranno. - Ci siamo educati a pensare -con Heidegger- che tutto, perfino l'universale, non fosse pensabile che dal qui e dall'ora. Ma il qui e l'ora, se ci sono ancora stanno scomparendo: il qui é di una terra anonima presso che uguale in tutto il mondo e l'ora non é quella della comunità umana che conosciamo ma un'ora identica e monosensata ,stabilita da una serie di orologi atomici sulla base fenomeni fisici non umani. Siamo tutti fuori del tempo cui profondamente apparteniamo e non abbiamo il luogo nostro, ovvero il luogo della nostra tradizione e del nostro futuro. Siamo stati espropriati dal Mercato Unico Mondiale; siamo tutti, e non solo gli ufficialmente stranieri, senza terra e orfani delle radici del senso. - In "Essere e tempo" Heidegger addita nella "cura" una relazione costitutiva dell'essere come esserci, un'inerenza flessibilmente fondativa del proprio come dell'altrui arco delle possibilità situate e situanti di essere in quanto essere-a, qui, ora, in questo frammento di storia, in un reciproco altrove. Educare é offrire plurali indicazioni di senso, intendendosi per senso: "ciò in cui la comprensibilità della cosa si mantiene senza venire alla luce esplicitamente e tematicamente. Senso significa ciò rispetto a cui ha luogo il progetto primario, ciò in base a cui qualcosa può esser compreso nella sua possibilità, così com'é" ed.Longanesi ¹90, p.389. (V. G.Boselli ³Postprogrammazione² La Nuova Italia 98. - In particolare l'altro riconosciuto per tale rende logicamente impossibile la catalogazione. Fa però si che sia psicologicamente difficile evitarla, come procedura rassicurante che garantisce talora qualcosa ai desiderosi di certezze e di sensi unici: il talento ritmico dei negri, l'inaffidabilità degli arabi, la comprovata tendenza deicida degli ebrei. Per non far cenno della mafiosità di tutti i siciliani, delle pratiche truffaldine dei napoletani, dell'ignoranza degli abitanti la frazione vicina, della riottosità degli alunni figli di genitori separati, degli strani comportamenti degli inquilini del piano di sopra. Tutte queste credenze cataloganti rendono più semplice il mondo, più facile da capire sotto una spolveratina di buonismo da insensati. Agevolerebbero il sonno sotto la protezione dell'Angelo custode, biondo e d'alabastrina carnagione e rassicurante finché si vuole, se non fosse per quelle maledette ali che rendono problematico comprendere di che razza sia, di dove possa venire. Per approfondimenti consultare: www.cadnet.marche.it/postprogrammando
html a cura di Volfango Santinelli |