Home Page Ritorna all'indice   Le prossime piaghe della
                    Pubblica Istruzione
  di Gabriele Rosmini

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-Riduzione al minimo dello Stato e riduzione quasi allo zero dello Stato "sociale": al posto dell'assistenza, parlare di "responsabilizzazione", ovvero ognun s'arrangi e stia attento.

-Il liberismo di sinistra: la sinistra che fa quello che farebbe la destra se potesse (ma la destra non potrebbe combinar nulla perché avrebbe contro i sindacati). Pensare che, poiché scuola è di fatto sul mercato, debba comportarsi come qualunque azienda.

-La perdita di memoria della destra: anche la destra parla di innovazione, e dimentica il valore della tradizione. Non ci sono più conservatori, nemmeno di quel che meriterebbe di essere conservato.

-Valutando e differenziando le retribuzioni e le carriere, mettere gli insegnanti gli uni contro gli altri per dominarli meglio.

-In barba alla libertà della scienza e dell'insegnamento, valutare la produzione degli addetti, premiare i più allineati e castigare le menti più creative.

-Parlare molto di qualità per mascherare il decremento della qualità effettiva conseguente al calo della spesa per la P.I. (Negli ultimi 15 anni scesa dal 6 al 3% del Prodotto interno lordo)

-Ritenere che la soluzione teorica dei problemi della pubblica istruzione sia da ricercare ovunque (Teoria dell'organizzazione, psicologia, didattologia etc.) purché in saperi diversi dalla pedagogia.

-Ritenere che la soluzione pratica dei problemi della pubblica istruzione sia da ricercare fuori dagli operatori della pubblica istruzione e senza curarsi né del loro disagio né del loro dissenso.

-Cercare di far tacere chi invoca diritti acquisiti (basterà chiamarli "privilegi"), perché ogni diritto nella società del Mercato vale solo se ha forze adeguate che ne impongono l'attuazione.

-Premiare chi inventa nuovi doveri e contesta agli operatori scolastici responsabilità anche in assenza di mezzi a loro disposizione per farvi fronte.

-Destinare all'acquisto di macchine una parte importante delle spese risparmiate grazie alle risorse umane sottratte alla scuola con la razionalizzazione. Meno insegnanti e più computers.

-Differenziando grazie all'autonomia l'offerta educativa, dare di più ai territori che hanno di più.

-Curare molto l'audience, la pubblicità, l'apparenza secondo antichi modelli fanfaniani.

-Accusare di "remare contro" chiunque, dopo aver esercitato un'opera critica scientificamente fondata, proponga soluzioni diverse da quelle ufficiali.

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html a cura di Volfango Santinelli