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"PITICCHIO" |
TITOLI DI APERTURA + MUSICA
SCENA 1
( Buio 3 sec. ... l'attore accende una luce molto tenue di una lampada da tavolo e compare il suo volto illuminato appena -buio tutto intorno - l'attore sta guardando nella telecamera ... )
Coro : Oh nostra fosse la maestria di grandi registi.. la bravura di magniloquenti attori.. opulenza di mezzi...quanto più attraente e più gradevole sarebbe questa fatica nostra !...O forse no.. forse la nostra forza sta proprio nella nostra insufficienza..nel lavoro di ricerca entusiasta e giocoso dei bambini delle elementari di Arcevia e Piticchio.. nella prestazione spontanea ed allegra, impegnata e paziente dei loro genitori.. attori insieme ad altri inconsapevoli volontari . Ma prima che emergano dall'oblio del tempo i nostri due primattori : il libero Comune di Rocca Contrada ed il Castello di Piticchio; consentite a me, indegno coro di questa storia, di rendervi partecipi, o stimatissimi spettatori, della bellezza che, ancor oggi, questo Castello conserva per la gioia dei suoi visitatori .
( Segue documentario breve su Piticchio )SCENA 2
(Stessa ambientazione della scena 1 - l'attore guarda sempre nella telecamera).
Coro: Ora è tempo che si evochino, per l'arte nostra, i primi personaggi. La scena si svolge presso il chiostro di S. Francesco, residenza abituale di Trasmondo, vescovo di Senigallia e feudatario del Castello di Piticchio e Montale . Di fronte a lui Recevuto di Zanne, altero rappresentante di Rocca Contrada, l'attuale Arcevia, che ottiene, ora, con il denaro ciò che non potè con la sua pur considerevole forza .. e Albertino, priore santo dell'Eremo di Fonte Avellana e Jacopo, vescovo di Fossombrona con diritti sui due castelli ... e i canonici...i notai...i testimoni ... Quanto rappresenteremo è tratto, fedelmente, da pergamene originali ... Cercate di perdonare il nostro ardire e seguitemi ... ( L'attore esce di quadro e si ritrova nel corridoio che comunica con il salone in cui abbiamo girato - guarda nella telecamera e si porta il dito alla bocca )
Coro: shhh ...( L'attore si gira ed entra ...)
Vescovo Trasmondo: In nomine domini, Amen . L'anno 1389, l'indizione seconda, il giorno 10 marzo, al tempo del signor Nicolò Papa IV ,io, venerabile padre messer Trasmondo vescovo di Senigallia, a nome e in vece del Capitolo senigalliese, su licenza dei reverendi signor Giacomo (Jacopo) vescovo di Fossombrone e signor Albertino priore dell'eremo di Fonte Avellana, do, vendo, concedo a titolo di transazione a Recevuto di Zanne, sindaco del Comune di Rocca Contrada, la castellania di Piticchio e Montale con tutta la giurisdizione temporale spettante al vescovo, con le loro corti, territori, uomini e vassalli, figli e successori in perpetuo, con i passi dei castellari, con tutte le pertinenze e le appendici e le adiacenze, vie e ponti ecc. Inoltre faccio a Recevuto ampia qiuetanza e piena remissione di tutte le offese, ingiurie, danni dati, arrecati dagli uomini di R.C. al vescovato di Senigallia. Inoltre prometto a Recevuto che nè io stesso, nè i miei (antecessori) costruiranno alcun castello o fortilizio entro i confini di detti castellari.
Recevuto di Zanne: Io, Recevuto di Zanne, sindaco di R.C., prometto di pagare per l'acquisto dei Castellari di Montale e Piticchio, la somma di 5.650 libre, 1.650 saranno pagate entro le calende del maggio prossimo, le altre 4.000 libre saranno pagate in 4 rate, entro i prossimi 4 anni. A nome di R.C. mi impegno ad affrancare gli uomini dei 2 castelli dalla signoria vescovile attraverso la promessa di cedere la metà dei beni tenuti fino alla festa di S.Lorenzo dell'agosto scorso. Per quanto riguarda la proprietà che gli stessi uomini hanno sul feudo, metà le cederanno al vescovo, mentre l'altra metà le riavranno in enfiteusi. Per i beni mobili gli uomini di Montale daranno 8 libre, quelli di Piticchio 5 libre, 6 soldi e 8 denari. Inoltre verranno affrancati subito 15 uomini, 8 di Montale e 7 di Piticchio. Tutti gli altri dovranno essere affrancati entro 2 anni. Fino a questa data, Vostra Eminenza (Grazia) potrà riscuotere" amiscere, pensiones e servitia", ma non le collette.
Notaio Manfedo: Io Manfredo di Rainerio di Gayfa ho trascritto su questa pergamena le vostre volontà e invito il notaio Accomanduccio a convocare i sottoscrittori del presente documento...
Notaio Accomanduccio: Sono chiamati a sottoscrivere il preposito senigalliese Niccolò di Fermo ed i canonici senigalliesi Nicolò di Sassoferrato, Omodeo, Iacobo, Angelo di Ancona, Angelo di Serra del Conte, Ubaldo, Tommaso de Massatio e Ventura.
Notaio Manfredo: Il notaio Nicola convochi i testimoni.
Notaio Nicola: Sono chiamati a sottoscrivere, come testimoni, dnus Ugolino di Mondavio giudice, Palmolo di Matteo di Serra del Conte, dnus Bernardo canonico di Fossombrone, dnus Bonifazio canonico nucerino, don Rainerio priore dell'Isola dei figli di Manfredo, dnus Atto di dnus Opezzino, Jacobuccio di dnus Trasmondo, Pellegrino di Francescone, dnus Guglielmo di Lambertuccio, Attuccio di Atto di Graziano, Lucolo di Rainaldo, Aronne di Matteo, Benvegnate di Giovanni, don Pietro priore di S. Medardo, frate Oradino e frate Antonio dell'ordine dei Minori .SCENA 3
( L'attore si aggira intorno al trono ed al tavolo della scena - sul tavolo sono appoggiati i costumi dei vescovi e le tiare - visibili tracce di vissuto - A sx si vede un faretto per sottolineari i viaggi temporali del "coro").
Coro: Due giorni dopo alla presenza di Bartolomeo di Offida, Priore del Comune di Rocca Contrada e di Recevuto di Zanne, Trasmondo ufficializza l'atto di di vendita con una cerimonia . ò che non potè con la sua pur considerevole forza ..e Albertino priore, santo, dell'Eremo di Fonte Avellana e Jacopo, vescovo di Fossombrone...
Trasmondo: In nomine domini, amen . L'anno 1389, l'indizione seconda, il giorno 12 marzo, al tempo del signor Nicolò papa IV, io venerabile padre Trasmondo vescovo di Senigallia a nome e in vece del capitolo senigalliese su licenza dei reverendi signor Giacomo vescovo di Fossombrone, e signor Albertino priore dell'eremo di Fonte Avellana, immetto il giudice signor Bartolomeo di Offida, rettore del Comune di R.C., e Recevuto di Zanne, sindaco del Comune stesso, nel possesso dei castellari e delle possessioni di Montale e Piticchio, con giurisdizione temporale, uomini, vassalli, corti, terre, passi dei castellari, vie, ponti,ecc. E questo alle condizioni già convenute con il sindaco Recevuto di Zanne nell'atto di vendita scritto due giorni fa. A testimonianza di quanto detto e della mia volontà io pongo nelle tue mani,signore Bartolomeo di Offida e nelle tue mani Recevuto di Zanne, la pietra dei miei castellari e la terra delle mie proprietà . Tutto questo faccio con il consenso dei canonici: Nicolò di Fermo preposito, Omodeo, Ubaldo, Iacobo, Tommaso di Masaccio, Nicolò di Sassoferrato, Angelo di Ancona e Ventura.
Manfredo: Testi di questo atto sono: Palmolo di Matteo di Serra del Conte; Pellegrino di Francescone; Signor Roberto di signor Guglielmo; Andrea di Zoccolo; Attuccio di Atto; Lucolo di Rainaldo; Filippuccio di bove; Benvegnate di Giovanni di Vinolo; Zocchetto di maestro Ventura; Gonterio di Brandolo; Giuntolo di Compagnone notaio; Fioretto di Pultrone notaio.SCENA 4
( Il coro esce dalla porta - la richiude - parlando si gira verso la telecamera ).
Coro : Non abuseremo della vostra attenzione, tediandovi con la ripetizione di nome già noti ... Seguitemi ora ... e sulle ali della nostra immaginazione voleremo fino al libero comune di Rocca Contrada, giusto in tempo per vedere un cavaliere uscire da una delle sue porte con destinazione.. il castello di Piticchio!
Donna: Arriva.. arriva l'araldo di Rocca Contrada ... ( L'araldo sbuca dal passo di ronda a cavallo e con in mano una pergamena e si arresta in mezzo alla piazzetta - Gli uomini gli si fanno intorno incuriositi - L'araldo srotola la pergamena e comincia a leggere ...)
Araldo: Udite ! Udite.... Il podestà di R.C. messer Bino dei Gabrielli ed il sindaco designato Recevuto di Zanne annunciano agli abitanti del castellare di Piticchio che i termini del contratto a sua volta stipulato con il fu messer Trasmondo vescovo di Senigallia il 10-03-1289 sono stati rispettati ed il debito è stato interamente pagato all'attuale vescovo di Senigallia messer Todino. Pertanto occorre che procediate alla designazione di un vostro sindaco affinchè egli possa ricevere per vostro conto l'atto di affrancazione dal detto vescovo messer Todino . Il vostro sindaco dovrà presentarsi presso il palazzo comunale di R. C. il giorno 12 luglio di questo anno del Signore 1293. ( l'araldo arrotola la pergamena, la ripone e parte ) ( Un capannello di uomini e donne parlano tra loro )
Uomo 1: Dobbiamo scegliere un uomo istruito e saggio che ci possa degnamente rappresentare in quell'occasione e nessuno può farlo meglio di Accursolo di Berta.
Uomo 2: Anch'io la penso cosi' !
Uomo 3: Su questo siamo tutti d'accordo.. che vada Accursolo di Berta .. con questo diventeremo cittadini di R.C.
Donna: Diventeremo cittadini di R.C. ma non ci scorderemo con questo la distruzione del nostro castello ...e tutte le altre offese ...SCENA 5
(Apertura di scena con l'inquadratura della scrivania vuota, entra l'attore, si siede, srotola la pergamena sul tavolo, aspetta 2 secondi, guarda nell'obbiettivo e parla ).
Coro: I piticchiani non hanno dubbio alcuno, presso il Palazzo Comunale di Rocca Contrada, 43 abitanti "castri quondam Piticuli", che in seguito diventeranno 176, designano Accursolo di Berta loro sindaco per ricevere l'affrancazione dalle mani del feudatario, vescovo Todino, succeduto nel frattempo a Trasmondo . Cedono in cambio metà delle loro terre poste tra Piticchio, Montale, la Pieve di S.Gregorio ed il confine di Piticchio.
(Il notaio sta scrivendo - posa la penna - si alza in piedi - si rivolge ad Accursolo che sta in piedi in mezzo alla stanza davanti agli uomini di Piticchio - comincia a leggere...).
Benincasa di Attuccio di R.C. (notaio): In nomine Domine, amen. Nell'anno 1293, nell'indizione sesta, nel giorno 12 luglio, sede papale vacante, nel palazzo del Comune di R. C., presenti i testimoni: Pellegrino di Francescone; Messer Accursino giudice; Bonolo di Bonomo e Giovannello di Bonomuccio e presenti 43 abitanti "castri quondam Peticuli" i cui nomi sono riportati a parte su questa pergamena, ( - si inquadra la pergamena - ) tutti i soprascritti uomini abitanti del distretto (o distrutto?) castello di Piticchio e delle sue curie. del distretto di R.C., della diocesi di Senigallia, sebbene non credano che se stessi e i loro beni siano di pertinenza del Vescovo di Senigallia a titolo di vassallagio, di loro piena, libera e spontanea volontà, senza esservi condotti da inganno, violenza o paura, designano Accursolo di Berta, presente, quale sindaco per ricevere la libertà, l'affrancazione la manomissione (?) dalla chiesa senigalliese e dal venerabile vescovo Todino, da ogni omaggio e vassallagio, da servizi e prestazioni reali e personali, da ogni colonia, precaria e condizione di servitù, dalle angarie e da ogni soggezione ... Fin qui ho scritto ..
Accursolo di Berta: Bene notaio Benincasa di Attuccio di R.C. ..prosegui...(detta) In cambio di tutto questo noi, abitanti del castello di Piticchio cederemo all'episcopato di Senigallia metà dei beni infrascritti (?), sia allodiali che feudali, che enfiteutici, cioè tutte le terre e possessioni colte e incolte, vignate, prative o selvate poste nella corte di Piticchio secondo i seguenti confini: dalla parte orientale la via "de Cerretis", che tende al fossato delle piaggie di Amodeo, fino al fossato delle Fornaci che giunge al MontaleSCENA 6
( Il coro si trova in un angolo caratteristico di Piticchio con un tamburello in mano).
Coro: Dunque gli abitanti di Piticchio sono uomini liberi...che sia dunque... FESTAAA! (Batte con una mano sul tamburello)
(Si fa festa a Piticchio con lanimazione a testo libero de "Lallegra brigata", tutti i piticchiani partecipano).SCENA 7
(Questa scena si apre senza presentazione del coro con una ambientazione di una cucina del tempo, diverse persone sono intente a preparare la cena che poi viene servita ai commensali schiamazzanti)
Popolano: ... che parli Accursolo!!
Accursolo di Berta(sollevando il bicchiere): Che le nostre progenie, memori dei tanti sacrifici sopportati per laffrancazione del Castello, abbiano a saggiamente operare acciocchè vi regnino sempre pace, prosperità e letizia.
(Il coro si rivolge alla telecamera in mezzo al bailamme della festa - Improvvisamente tutti si immobilizzano -).
Coro: Rivivere i momenti più significativi della nostra storia ha significato, per noi, ritrovare i valori più profondi della nostra anima smarrita, della nostra anima sperduta. Queste immagini vogliono essere un omaggio alle fatiche ed alle speranze un tempo condivise dalla nostra comunità ... grazie!
( Una ragazza si avvicina con un vassoio su cui sono poggiati un piccolo orcio ed un bicchiere - Versa il vino nel bicchiere -L'attore prende il bicchiere, si toglie la maschera e leva in alto il bicchiere )
Coro: Prosit!
(Congelamento dell'immagine del coro e della ragazza che guardano nella telecamera - Titoli di chiusura!).
HTML by Massimo Castellani