Foto 7: Area sacrificale presso
Pian dei Raggeti, Monte Conero.
A parere della dottoressa Martini, a confermare questo
tipo di rito c'è il ritrovamento in molti punti delle Marche (oltre che sul Monte Conero,
sul Monte Valmontagnana - tra Genga e Fabriano - e soprattutto presso il Duomo di San Leo,
in provincia di Pesaro) di impervie aree sacrificali costituite da lastroni di roccia
affioranti dal terreno, le cui incisioni, oltre ad indicare la posizione in cui veniva
posta la vittima e lo scopo del suo sangue, si adattano perfettamente alle dimensioni e
alla sagoma di un ovino e alla dinamica del sacrificio menzionato in questa stele (
l'ovino veniva adagiato sull'incisione e, come risulta da questa, gli veniva legata la
zampa posteriore sinistra alle due anteriori, mentre la posteriore destra, lascita
all'indietro, veniva tranciata di netto, come dimostra il canaletto che parte da questo
punto dell'incisione e giunge ad una coppella poco distante scavata nella stessa roccia. |
|
 Forse dal decorso del sangue fino a tali
vaschette si traevano auspici circa l'esito dell'evento propiziatorio).
Da notare anche che la rupe di San Leo (nel cui Duomo è stata rinvenuta una di queste are
sacrificali) era anticamente indicata con il termine umbro di "FELETRE", ossia
"Monte delle pecore" |
 |
Foto 8: Konarak, India.
Una delle grandi ruote che decorano il tempio (XIII sec.) del dio del
sole Suryia (="sole" in sancrito. Da notare la somiglianza con il termine
lituano "saule" e con il latino "sol").
Anche qui la ruota simbo-leggia il percorso instancabile dell'astro nel cielo (e, quindi,
sicurezza ed ordine), come in ogni antica civiltà di matrice indoeuropea, dall' Europa
occidentale all'India.
|
La grande estensione di questo simbolo ne indica
l'origine di certo antichissima, risalente cioè al tempo in cui il grande raggruppamento
linguistico-culturale indoeuropeo non si era ancora sfaldato (e il grande progresso che
l'invenzione "ruota" aveva per queste antiche popolazioni, doveva di certo
essere considerato di elargizione divina).
Va notato, inoltre, che la radice culturale che accomunal'India vedica alle civiltà
indoeuropee occidentali, è testimoniata (oltre che da somiglianze linguistiche e
simbologiche) anche da antichi rituali (vedi, per esempio, il rito vedico del
"sacrificio del cavallo", celebrato anche in Irlanda sino al X sec. dC) e da
antiche divinità ariane (tra le quali spicca il dio del fuoco Agni - stessa radice del
latino "ignis") celebrate nel Rig Veda, cioè nel più antico dei testi vedici. |