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LA "STELE
DI NOVILARA"/3 |
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| Foto 4 - (sotto) Idria bronzea (daTreia) contemporanea alla stele conservata al "Pigorini" (VI sec. aC): notare i serpenti raffigurati sotto le decorazioni zoomorfe (notare la tipica raffigurazione delle circonvoluzioni delle code). |
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In conclusione, in questa
stele, come nel frammento conservato ad Ancona) ci si trova di fronte ad una parlata
pre-classica (la cui arcaicità sarebbe dimostrata dall'assenza degli articoli, dalla
presenza del "digamma" Vedere, ad esempio, il frammento presso il Museo di Ancona, nel quale le parole e le parti di parola sono sctritte tutte attaccate, senza nulla che le delimiti). Quindi Novilara sarebbe stata una colonia ionica (forse calcidese, come Cuma ad esempio) stabilitasi sulla costa marchigiana (come forse quella di Numana) già ai primi del VII° sec. aC, con le proprie tradizioni, religione, riti (da notare come un'area sacrificale analoga a quella nella Foto 7 e in vari punti della Marche settentrionali, sia stata rinvenuta anche a Nardò, vicino la colonia greca di Taranto) e parlata.
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![]() Foto 5
Foto 6 - Stele rinvenuta nello stesso sito, ma considerata più antica (VII sec. aC) rispetto a quella conservata al "Pigorini". Da notare sul retro (come sul retro del frammento conservato al Museo Archeologico di Ancona) la presenza di circonvoluzioni assimilabili al motivo del serpente.
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Il fatto che le stele più antiche
rinvenute nello stesso sito (San Nicola di Valmanente, Foto 6) siano anepigrafe, non
significa assolutamente che i primi coloni non avessero portato dalla madre patria anche
la scrittura e che non scrivessero, per esempio, su materiali deperibili (visto che solo
dopo il VII sec. aC si manifesta nella stessa Grecia l'uso di scrivere epigrafi, cioè
l'uso di scrivere su materiale lapideo). Infatti, se da un lato lettere come Segue la trascrizione dell'epigrafe (A) e l'interpretazione particolareggiata di questa (B) e di quella presente nel frammento di stele conservata al Museo Archeologico di Ancona (C). |