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LA DONNA  E IL  MATRIMONIO NEL MEDIOEVO

Le donne delle famiglie nobili e della ricca borghesia erano obbligate al matrimonio.

Si sposavano con un uomo di nobile famiglia con cui si voleva stabilire o rafforzare un'alleanza. Il matrimonio era combinato: era il padre a scegliere il marito per la figlia e ciò poteva avvenire già da quando la ragazza era ancora in tenera età.

Dal XII sec. in poi, la dote divenne l'unica eredità di una ragazza. Le figlie femmine venivano escluse dall'eredità perché sposandosi entravano in un'altra famiglia.

 Sposare una donna senza dote divenne quasi impossibile. Talvolta venivano fatte collette per poter dare la dote alle fanciulle povere. 

A partire dal XII sec. il matrimonio divenne una cerimonia religiosa, che doveva svolgersi secondo i riti della Chiesa.

Le donne si sposavano molto presto e perciò partorivano presto dando alla luce dai dieci ai dodici figli; molti di questi però morivano nei primi anni di vita.

Le nobili non allattavano i loro piccoli, ma li affidavano ad una balia fino allo svezzamento.

La donna sposata era sotto la  tutela del marito: non poteva prendere alcuna decisione, non poteva  firmare un contratto, nè prendere denaro in prestito, intentare causa; era il marito che doveva farlo per lei.

A causa di un'alta mortalità  femminile (dovuta soprattutto alle gravidanze e al parto) e maschile (dovuta in particolare alle guerre e ai rischi dei viaggi: c'era anche  il brigantaggio!) erano molte le vedove e i vedovi che potevano risposarsi.

Ma molte vedove preferivano non risposarsi perché una donna aveva molta più libertà nella vita di ogni giorno.

Dal testo della Scuola Media....................

(Eldin, Giovanni, Gessica, Samanta, Federico)

 

 

 

 

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