Liceo Scientifico Statale "V. Volterra Sassoferrato"

Notizie biografiche su VITO VOLTERRA


Vito Volterra, matematico italiano, nasce ad Ancona nel 1860 e muore a Roma nel 1940. Allievo di E.Betti e di U.Dini a Pisa, dove si laureò in fisica nel 1882, fu ivi docente di meccanica razionale (1883) passando poi a Torino (1892) e infine a Roma (1900) come ordinario di fisica-matematica, cattedra che tenne fino al 1931, quando venne costretto a dimettersi per non aver prestato il giuramento di fedeltà al regime imposto dal Fascismo. Fu uno dei maggiori matematici e fisico-matematici del suo tempo. Nel 1884 iniziò le fondamentali ricerche sul calcolo delle variazioni, cui diede un indirizzo moderno orientandolo verso l'analisi funzionale, una delle branche della matematica che ebbero maggiore sviluppo. Altrettanto notevole è la teoria delle equazioni integrali (1896) e quella delle equazioni integro-differenziali che ebbe tante applicazioni in campo fisico (equazioni degli alberi ruotanti). Negli ultimi anni V. si interessò anche di biometria, sviluppando (1927) le teorie di A. J. Lotka e cercando di esprimere sotto forma di equazioni differenziali le azioni mutue delle specie biologiche associate e di dedurne l'andamento delle fluttuazioni delle popolazioni biologiche. Tra le numerose opere, citiamo Théorie gènérale des fonctionnelles, in collaborazione con J. Pèrés (1936).

Commento all'opera

Volterra profilava la possibilità di applicare metodi esatti e rigorosi all'universo delle scienze umane, attribuendo alla matematica una centralità teoretica rispetto al pensiero filosofico. Egli manifestava l'esigenza di una chiarezza metodologica complessiva e di una riflessione circa i fondamenti della conoscenza scientifica. Era questa un'attitudine comune agli scienziati di quel periodo, il che significava porsi il problema del rapporto tra matematica e filosofia. Si cominciava a sviluppare una concezione aperta e democratica della scienza, che si rifiutava di accettare come divini i principi consolidati, si interrogava sulla verità e sul significato delle teorie e quindi sul sapere scientifico in generale, continuando comunque a cercare nuove vie per il suo sviluppo. Lo stesso Volterra, nel 1907, per concretizzare questa visione scientifica, rifondò la società italiana per il progresso delle scienze (SIPS). Suo fine doveva essere far capire al Paese l'importanza rappresentata dalla ricerca scientifica per la prosperitá civile ed economica di una nazione. Siamo agli inizi del secolo, anni tutti dediti alla ricostruzione dell'Italia postunitaria, di un'Italia da porre al passo coi tempi, da far progredire e ammodernare. La società voluta da Volterra nacque sotto questi auspici. Succesivamente alla prima guerra Volterra organizzò e diresse l'Ufficio Invenzioni e Ricerche italiano che rappresentò il nucleo originario del Consiglio Nazionale delle Ricerche, sorto nel 1923. A partire dalla fine dell'800 Volterra è stato una delle figure più autorevoli nel panorama scientifico europeo. Egli è uno degli studiosi che hanno fondato una nuova branca della matematica, l'analisi funzioni integrali e integro-differenziali divennero oggetto delle sue più significative ricerche. Egli elaborò anche una vera e propria teoria matematica della lotta per la vita presso certe specie viventi. Inoltre egli attribuiva ai metodi della matematica potenza anche in campo economico.

Fonti bibliografiche:

Vito Volterra
SAGGI SCIENTIFICI
Zanichelli Bologna 1991


GRANDE ENCICLOPEDIA VALLARDI
Milano 1971



Ultimo aggiornamento 12/04/03