![]()
|
Con lo sviluppo della civiltà comunale, che vedrà nel XIII secolo l'edificazione (a Fabriano) del Palazzo del Podestà e la costruzione della Fontana Sturinalto, anche l'arte acquista nuovo e pieno fermento. Alla fine del 1100 risale il Crocifisso ligneo del Museo Piersanti (Matelica) mentre della seconda meta del XIII secolo è il Crocifisso su tavola di Rainaldetto di Ranuccio da Spoleto (Pinacoteca, Fabriano). Non va dimenticata l'importante testimonianza costituita dall'Icona di S. Demetrio (Museo Archeologico, Sassoferrato), un finissimo lavoro in mosaico recentemente riferito al XIV secolo. Con il Maestro di S. Emiliano (Maestà - Pinacoteca, Fabriano) e i pittori di scuola riminese (Chiesa di S. Agostino, Fabriano), oltre a Giuliano da Rimini (Crocefisso - Chiesa di S. Francesco, Sassoferrato), si apre la grande stagione giottesca che culminerà nell' attività del Maestro di Campodonico, uno dei pittori più interessanti dell'Italia centrale noto per il suo linguaggio fortemente espressivo. Di formazione fiorentina è, invece, Allegretto Nuzi, caposcuola della grande stagione artistica fabrianese della fine del '300, periodo caratterizzato dall'esecuzione di grandi cicli affrescati, dalle pregevoli pitture su tavola e dalle stupende statue lignee decorate (Pinacoteca Civica e Museo Diocesano, Fabriano). Francescuccio Ghissi, allievo del Nuzi, segnerà la fine della scuola trecentesca per far posto, nel primo ventennio del XV secolo, alla lezione di Gentile da Fabriano (noto come uno dei massimi interpreti europei del gotico internazionale, il "figlio" più famoso di cui purtroppo a Fabriano non è rimasta alcuna testimonianza), che accomunerà pittori del calibro di Lorenzo Salimbeni, Ottaviano Nelli e del Maestro di Staffolo.Dalla metà del secolo, Antonio da Fabriano e Francesco di Gentile segneranno la fine di quest'epoca. Rilevanti, comunque, anche gli apporti esterni di Luca Signorelli (di cui resta un Polittico in S. Medardo ad Arcevia ), degli umbri Eusebio da S. Giorgio (chiesa di S. Francesco, Matelica) e Bernardino di Mariotto (Madonna, Bastia), oltre che di Giovanni Bellini (Museo Piersanti, Matelica). Nel '500 degne di nota, a parte l'attività di locali come Domiziano Domiziani, sono le figure di Pier Paolo Agabiti (Natività - Chiesa di S. Maria del Piano, Sassoferrato), di Piergentile da Matelica e Venanzio da Camerino, e del veneziano Battista Franco (Pala d'altare - Cattedrale, Fabriano). Più tardi, Ercole Ramazzani e Simone de Magistris apriranno la via alla pittura della Controriforma con Filippo Bellini, Andrea Boscoli, Giuseppe Puglia e Pasqualino Rossi (Chiesa di S. Lucia, Serra San Quirico). Il XVII secolo vedrà all'opera Orazio Gentileschi (Fabriano), Gianfrancesco Guerrieri, Gregorio Preti, Salvator Rosa. Da Sassoferrato, ci giunge Giovan Battista Salvi (Monastero di S. Chiara), noto per le sue pregevoli Madonne. Tra il '700 e il secolo successivo, importante è l'attvità fabrianese di Giovanni Loreti e Francesco Mancini, sino ai più vicini Michelangelo Miliani e Francesco Fabi Altini (insigne scultore). Anche l'arte contemporanea ha avuto un paio di illustri esponenti, entrambi nel campo della scultura: si tratta di Quirino Ruggeri e di Edgardo Mannucci. Il primo, originario di Albacina, viene ricordato come uno dei maggiori figurativi del primo Novecento; Mannucci, che di Ruggeri fu allievo, è considerato il grande maestro dell'informale nella scultura italiana. |
Last update jan 5 1997
![]() |
Pagine a cura del Centro Audiovisivo
Distrettuale 1997 |