Gli uomini illustri di Genga

Dai Conti della Genga ebbero i natali persone di notevole valore che illustrarono la vita nella santità, nella politica, nelle lettere, nelle armi.

NELLA SANTITÀ

Lucrezia (1400 - 1425)

Santa e maestra di santità fu la venerabile Lucrezia. Era nata da Simone III, maritata con Federico, conte di Marciano, uomo ricchissimo. Rimasta vedova, si fece monaca francescana. Fondò a Todi il monastero di S. Giovanni, unito all'Istituto della B. Angelina che, a quel'epoca, erigeva in Umbria abitazioni per francescane del Terzo Ordine. Lucrezia si spense nel 1425, a 25 anni di età, in giudizio di santità perché esemplare era stata la sua condotta, prima del matrimonio poi nel cenobio.


I GUERRIERI

Guido

Fratello di Simone II, contese in Asia con valore e grande ardimento al seguito di Federico II. Mentre tornava a casa, perì annegato nel porto di Ancona durante lo sbarco. Correva l'anno 1280.

Ercole

Figlio di Gandolfino, rivestì la qualifica di capitano dei Genovesi. Combattè con grande merito e rara prodezza contro i Pisani e in terra d'Africa. Morì mentre faceva ritorno a Genova.

Rinaldo

Prestò servizio con il grado di capitano alle dipendenze del re di Aragona. Prese in sposa Pantasilea nel 1470.

Girolamo

Nel 1487, aderì come capitano con i veneti, in favore della chiesa.

Desiderio

Militò in favore di Sigismondo Varano. Cadde nella presa di Camerino nel 1522.

Donnino

Era un capitano molto abile e ricco di perizia nell'arte militare. Del suo valore si giovò Giulio II nella guerra per Ferrara contro Alfonso d'Este nel 1511.

Ottaviano

Fu illustre e famoso in qualità di consigliere di Carlo V e nelle vesti di capitano. In diverse contingenze e in più situazioni sostenne Sassoferrato, particolarmente nel 1534, quando si impiegò per placare tumultuosi contrasti cittadini.

Annibale

Militò per lungo tempo in favore del Re di Spagna, contestualmente anche il re di Napoli. Morì a Roma nel 1607 nell'età ancor giovane di 45 anni.

Pirro

Nel 1591 fu designato capitano generale dal marchese Sfrondato. Custodì il Sacro Collegio in sede vacante. Morì a Sassoferrato nel 1683.

Antonio

Fu ufficiale di cavalleria nominato dal duca di Lorena. Morì a Sassoferrato nel 1630.

Nardino

Fu alle dipendenze della Repubblica di Venezia. Il doge lo designò Comandante della fortezza di Legnano. Nella chiesa di Genga, costruita nel seicento e dedicata alla Madonna Assunta, fece dipingere due quadri: l'Annunziata e la Natività. Morì a Genga nel 1667.


PERSONAGGI POLITICI

Prospero

Fu Console di Roma. Eresse la Chiesa della Valicella in Roma, durante la vita di S. Filippo Neri.

Roberto

Si distinse per il suo comportamento degno e stimato nei diversi governi dei vari paesi. Fu podestà a Todi, San Severino, Orvieto, Ascoli e altri luoghi. Fu referendario del Tribunale. A Genga edificò un palazzo e un ponte; a Sassoferrato eresse la Chiesa della Pace. Morì a Città di Castello nel 1763.


LETTERATURA

Leonora

Erudita, nel campo delle lettere si fece molto onore Leonora, figlia di Contuccio. Famosa per la composizione di bei versi scritti al tempo del Petrarca.


I PRELATI

Gabriele della Genga - cardinale

Gabriele venne alla luce in Assisi il 4 dicembre 1801 dal Conte Filippo della Genga, membro del ramo che nell'anno 1793 si era trasferito in Assisi. Ordinato sacerdote, compì una veloce carriera. Nel 1834, il papa Gregorio XVI lo fece Vescovo di Ferrara e in questa città provvide a rinnovare il seminario e la disciplina del clero. Per le qualità di abile politico, il camaldolese Gregorio XVI gli commise la legazione della stessa Ferrara e, successivamente, nel 1843, quella di Urbino. Nel 1847, il neo eletto pontefice Pio IX lo richiamò a Roma per designarlo presidente della Congregazione della revisione. Già cardinale nel 1836, per la sua posizione fu oggetto di bersagli da parte di faziosi agitatori e nella contingenza fu tratto in salvo dal Papa e protetto nei palazzi del Quirinale. La pesante attività svolta per incarico di Pio IX pregiudicò il suo stato di salute tanto da indurre lo stesso Papa a ridurre il lavoro nominandolo Segretario dei Brevi. Ma presto morì colto da improvviso malore, l'otto febbraio 1881.

Leone XII

Papa Leone XII

Il suo nome era Annibale della Genga ed era nato a Genga dal Conte Flavio e dalla contessa Maria Luisa Periberti di Fabriano. Era il sesto dei dieci figli di Flavio. Compì gli studi nel collegio Campana di Osimo e nel collegio Piceno a Roma e, successivamente, nel Seminario Accademia Ecclesiastica. Il 4 giugno 1783 fu ordinato sacerdote. Pio VI, che ebbe una stima e una particolare affezione per il religioso, provvide a nominarlo vescovo nel 1794 e a inviarlo Nunzio Apostolico in Germania. Morto Pio VI, prigioniero a Valenza e qui esiliato da Napoleone, nel 1800 gli successe Pio VII che inviò il Vescovo della Genga in missione a Bratislava per tentare un possibile concordato con Napoleone. Ma il mandato non ebbe successo e Pio VII lanciò la scomunica contro l'imperatore che, in risposta, dispose l'occupazione di Roma e l'invio del Pontefice in esilio. Dopo questi eventi, Annibale si rifugiò a Monticelli dove reputava di poter vivere il resto della vita e in questa convinzione si preparò la pietra tombale con il relativo epitaffio ancora visibile. Tuttavia, diversamente era stato disposto a suo riguardo e Pio VII, nella nomina di 21 cardinali, incluse anche il suo nominativo. Poco dopo fu nominato Vescovo di Senigallia, ma dovette rinunciare all'incarico nel 1818 a causa delle precarie condizioni di salute. Nel 1823 moriva Pio VII e nel successivo conclave la maggioranza dei voti converse su Annibale che scelse il nome di Leone XII. Fu incoronato l'otto ottobre 1823. Seriamente malato e miracolosamente guarito dalla visita di S. Vincenzo Maria Strambi, si pose con cura e zelo all'esercizio dei suoi doveri pastorali e governativi. Riformatore per carattere, cambiò monte cose in Roma e nello stato pontificio dove, fra l'altro, arricchì l'erario diminuendo le tasse. Rivolse le sue sollecitazioni anche alle prigioni migliorando il trattamento dei carcerati. La pietra miliare del suo pontificato e l'avvenimento più difficoltoso fu l'indizione del grande giubileo del 1825. Dissuaso da tutti per le gravi contingenze dello Stato pontificio e per la situazione europea a seguito del terremoto napoleonico, Leone XII rimase inflessibile nella sua decisione e sin dal 1823 iniziò la preparazione della complessa macchina organizzativa con impavido ardimento. Fra le iniziative assunte curò la sicurezza delle strade per l'affluenza dei pellegrini. Giunse perfino a far catturare la famigerata banda dei briganti di Gasperone il quale si rassegnò a piegarsi con l'assicurazione di clemenza. Infatti tutti finirono in carcere, ma nessuno ebbe la morte. Il Giubileo si risolse in un autentico trionfo per l'affluenza dei pellegrini e per l'ordine con cui si era svolto. L'azione temporale di Leone XII si compì tra complesse e confuse difficoltà, data la situazione degli Stati europei minati alle fondamenta da Napoleone, e che in quei tempi si andavano assestando e restaurando. Spiacevoli controversie sorte tra la Santa Sede e la Spagna, a motivo della nomina di Vescovi nelle colonie americane, furono risolte da Leone con la sua consumata abilità diplomatica. Stipulò concordati con il Belgio e l'Olanda. Incontrò grandi difficoltà con gli Stati germanici per la caparbia e pervicace contrarietà dei Protestanti. Anche in Italia, nel periodo in cui si sviluppava l'anelito alla libertà delle società segrete, il Papa non ammise deroghe e spazi di azione nel suo governo temporale procurandosi, per questa sua intransigenza, calunnie e personali oltraggi e insulti. Per la sua terra natale non potè fare molto anche per la brevità del suo Pontificato e di questo esprime personali doglianze, in un quaderno manoscritto, l'allora parroco Latini. Tuttavia compì alcuni lavori nel suo luogo di origine migliorando, fra l'altro, le strade ed eseguì la monumentale opera del Santuario di Frasassi. Morì a Roma il 2 febbraio 1829, all'età di 69 anni.

Don Alberico Pagnani

Alberico nasce a Genga, in località Catozzi, nel 1881. Fanciullo, raggiunge ogni giorno a piedi il Comune di Sassoferrato per prendere lezioni da un maestro privato. In veste di seminarista, frequenta successivamente gli studi liceali presso il monastero di Santa Croce sempre a Sassoferrato e poi diventa studente di teologia e filosofia nella celebre Università Gregoriana in Roma. Monaco dell'ordine dei Benedettini Camaldolesi entra nel convento di Fonte Avellana e più tardi, quando la regola si modifica nella sua costituzione primitiva, preferisce la vita sacerdotale secolare, divenendo parroco della parrocchia di Scorzano in Sassoferrato. La scelta di una quieta pievania era motivata dalla sua natura di grande intellettuale che gli consentiva una costante dedizione allo studio e alla ricerca storica. Religioso esemplare, conciliò mirabilmente gli ideali evangelici con una erudizione straordinaria, sempre finalizzata alla ricerca della verità. È stato autore di molte opere, tutte di grande valore didattico e di ampi contenuti culturali: La vita di San Romualdo - La storia dei Camaldolesi - La vita di Sant'Ugo - Storia dell'Abazia di Santa Croce dei Conti in Sassoferrato - Storia del Castello di Coldellanoce - Storia del Beato Gherardo - Sentinum - Storia di Sassoferrato. Fu uno dei più autorevoli storici del Comune di Genga e del quale scrisse due preziosi volumi: "Storia della Genga e vita di Leone XII" e "La Genga e le sue Grotte". Morì nel 1979, alla venerabile età di 98 anni, dopo aver edificato la vita come modello di ascesi e come un "vero" sapiente.


Pagine a cura del
Centro Audiovisivo Distrettuale
1998