La Capitale del Verdicchio

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Cupra Montana, dal medioevo detta "Massaccio" fino al 1961, trae il suo nome proprio dalla dea Cupra, divinitą analoga alla dea Bona, a Venere, Afrodite o Astarte, che presiedeva alla feconditą, alla fertilitą, all’amore: un intreccio millenario sedimentatosi in tradizioni, riti, consuetudini, nomi ed espressioni che formano l’humus di una civiltą legata alla coltivazione della terra e particolarmente della vite.

Furono infatti i monaci benedettino-camaldolesi, attorno al Mille, a reintrodurre in maniera significativa nel territorio la coltivazione dopo che la guerra greco-gotica del sec. VI d.C. aveva completamente distrutto l’antico municipio romano di Cupra Montana facendone perdere per secoli ogni traccia. La coltivazione della vite si accrebbe di decennio in decennio sulle aree lasciate libere dal dissodamento dei boschi e delle selve; gią nel Cinquecento troviamo vigneti a cultura intensiva e viti maritate con acero campestre, tecnica questa usata fino a qualche anno fa.


Nel Settecento poi, si ha addirittura una esportazione del prodotto in altre regioni, grazie alla pił che abbondante produzione vitivinicola. La coltivazione specifica del vitigno "Verdicchio" si intensifica nella seconda metą dell’Ottocento, trovando condizioni ottimali sia a livello geomorfologico che microclimatico nei pendii collinari del territorio.

Nei primi anni del Novecento si inizia la lavorazione "industriale" del vino con spumantizzazione e imbottigliamento. Non poche aziende vitivinicole nei passati decenni hanno fatto conoscere ed apprezzare il vino Verdicchio nel mondo.

Da oltre mezzo secolo viene riconosciuto a Cupra Montana il nome di "Capitale del Verdicchio", quale centro e zona dove vitigno e vino hanno trovato diffusione e produzione le pił consistenti supportate da importanti iniziative promozionali (proposta di una Scuola enologica, 1883; Cattedra ambulante di viticultura ed enologia, 1893; Mercato dei Mosti, 1912; Sagra dell’uva, 1928).

Il decreto di riconoscimento D.O.C. per il Verdicchio dei Castelli di Jesi, del 1968, alla specifica zona di produzione situata nel cuore della provincia di Ancona e delle Marche, ha dato la doverosa garanzia ad un prodotto che consolidate aziende e piccoli produttori di Cupra Montana e di altri comuni propongono con ottimi livelli di qualitą.

  
Pagina a cura del Centro Audiovisivo Distrettuale 1998
Aggiornata al 20.07.1998