contributi

Ci è pervenuta da un’insegnante della scuola elementare di Spinea (VE) un’interessante e originale analisi del curricolo di storia della scuola di base che pubblichiamo volentieri.

Analisi dei nuovi curricoli della scuola di base

di Nadia Paterno

PUNTI di FORZA

PUNTI di DEBOLEZZA e PROPOSTE

· Eliminazione della ripetizione della sistematica, il sistema cronologico delle conoscenze viene "trasmesso" una sola volta, in tempi più distesi, dopo un periodo "propedeutico" altrettanto lungo.

· La conoscenza storica è l’insieme delle conoscenze ma anche delle competenze specifiche della disciplina.

· Va considerata una pluralità di scale temporali e spaziali, da quella mondiale, a quella continentale, nazionale, regionale, locale.

· La "costruzione" dei concetti interpretativi, delle parole indispensabili per es. a gestire un manuale, sono oggetto di insegnamento di altre discipline: la geografia, e le scienze sociali … (anche le scienze naturali).

· La storia è una disciplina che ha bisogno di tutte le componenti dell’intelligenza umana e non solo della memoria. Quindi per sapere la storia bisogna capire (cosa significa capire?… saper parafrasare, costruire metafore, porre problemi, ipotizzare spiegazioni coerenti e documentate, ?….) e non solo ricordare e ripetere.

· La grammatica è descritta in modo parziale, non sono sufficientemente precisate alcune competenze (per es. rispetto alla trattazione delle fonti e alla cronologia).

· La definizione di alcuni concetti interpretativi di tipo economico, giuridico e sociale necessari, si ferma ai primi due anni, poi diventa più incerta. Nella seconda versione del documento sparisce anche questo. Bisognerebbe indicare una rosa di concetti economici, giuridici, sociologici … , da costruire durante tutti i nove anni dell’obbligo, dai loro presupposti più semplici a quelli più complessi.

· La grammatica della storia sembra potersi esaurire in quarta classe, non è sufficientemente chiaro che l’affinamento delle competenze avviene anche negli anni successivi, durante la presentazione della sistematica.

· Manca l’indicazione di inserire, almeno ogni anno, un argomento a scala locale che possa prevedere anche la modalità della ricerca storico-didattica.

· Per le prime classi andrebbe proposto un ventaglio di campi tematici fra i quali scegliere gli argomenti (altrimenti c’è il pericolo che senza "titoli", per inerzia, fino in quinta non si faccia storia, come succede adesso, in molte situazioni, nel primo ciclo elementare).

· Lo schema quattro + cinque, forse comprime troppo la fase dell’apprendimento della grammatica minima (per esempio non è possibile, per la maggior parte dei ragazzi, alla fine della seconda dominare il secolo e alla fine della quarta la cronologia convenzionale). Sarebbe più realistica la ripartizione cinque + quattro, quattro anni concentrati quasi esclusivamente sulle competenze attraverso temi a scelta, (strutturati cronologicamente o/e modularmene, all’interno però di una rosa di possibilità) e, quattro anni concentrati sulla sistematica. Nel quinquennio quindi non sarebbe necessario un manuale di storia generale, mentre negli ultimi quattro anni dell’obbligo, diventa quasi necessario, e potrebbe essere scelto in base alla selezione tematica che propone, oltre che all’impostazione metodologica.

· Le finalità della storia, della geografia e delle scienze sociali non possono essere esterne, non devono cioè riguardare la formazione di valori (alla pace, alla tolleranza, alla mondialità,…) ma essere esclusivamente interne alle discipline, cioè riguardare la comprensione del presente attraverso le conoscenze e le competenze specifiche della storia, della geografia, dell’economia, del diritto, … .
La formazione dei valori è una questione fondamentale, ma riguarda tutti gli insegnanti e le discipline e non solo quelle dell’area antropologica.

· L’indicazione di inserire nel curricolo, anche fatti storiografici che si riferiscono ad altri continenti dovrebbe rimanere una indicazione generale, uno dei criteri per selezionare dei temi da proporre.

· La questione dei contenuti potrebbe essere affrontata con una indicazione di orizzonti temporali, di campi tematici e di confini cronologici, piuttosto che di argomenti/titoli specifici. Potrebbe essere:

I passato recente, fino ad una retrospettiva di un anno.

II passato personale/familiare e recente, fino a una retrospettiva di otto/dieci anni.

III passato generazionale e locale, fino ad una retrospettiva di un secolo (il XX secolo).

IV e V passato del mondo e locale, anche all’interno della cronologia e periodizzazione politica occidentale (oltre che di quella di tipo economico/sociale che non esclude l’altra) un’altra ipotesi potrebbe essere anche: almeno un argomento/tema/percorso … di preistoria, di storia antica, medioevale, moderna, contemporanea, del ‘900, non necessariamente in quest’ordine di presentazione, per arrivare a costruire un quadro cronologico generale sul quale innestare l’anno dopo la sistematica.

VI - VII - I - II presentazione della sistematica e sviluppo della grammatica.

Un nuovo curricolo dovrebbe riuscire a mettere in crisi la tradizione didattica tutta incentrata sulle conoscenze, senza legare le mani ai gruppi di docenti-artigiani che già hanno fatto quel salto di qualità.