ARCEVIA

Loc. Conelle - fossato difensivo eneolitico - scavi 1958-1965

Gli scavi hanno evidenziato un fossato lungo oltre 100 m. e profondo fino a 7, che sbarrava l'accesso al pianoro triangolare, difeso naturalmente sugli altri due lati da due corsi d'acqua.Dell'insediamento eneolitico, sicuramente localizzato sul terrazzo alluvionale, non è rimasta aIcuna traccia diretta di strutture abitative, distrutte dai lavori agricoli, ma solo testimonianze indirette rappresentate dai frammenti di intonaco e dai numerosi reperti archeologici e faunistici rinvenuti all'interno del fossato. Il fossato, con funzione difensiva, venne scavato nella ghiaia, con un profilo ad imbuto. Nella parte mediana si nota una risega, interpretata come base di appoggio per una passerella lignea.Il suo utilizzo a scopo difensivo sembra essere limitato ad un momento iniziale, mentre in seguito servì sempre più come discarica dei rifiuti del villaggio.
La sequenza stratigrafica del riempimento del fossato può essere suddivisa in quattro fasi principali riferibili all'eneolitico (3500-2890 a.C.), mentre un livello superiore, più recente, è dell'età del Bronzo.

Nella produzione ceramica si distingue un gruppo di recipienti d'impasto grossolano:

- i doli, di notevoli dimensioni, con decorazioni plastiche (rosette, prese, cordoni a ditate),
- vari tipi di olle con prese, anche decorate ad impressioni, con anse a nastro, - caratteristici i vasi con beccucci e con versatoio.

Tra i recipienti d'impasto più depurato figurano: - vasi a fiasco, - scodelle, anche di grandi dimensioni, con ansa a piastra, con prese e quadriansate. Produzione vascolare caratteristica di Conelle sono le brocche con versatoio e con orlo obliquo, con la tipica decorazione a punti impressi, a bande o a gruppi, talvolta marginati da linee incise. Tra i manufatti litici sono presenti una gran quantità di scarti di lavorazione, a documentare un'intensa attività nella produzione di strumenti di selce, materia prima ampiamente disponibile nelle vicinanze.
La produzione litica sembra essere stata in parte indirizzata verso la realizzazione di punte di freccia e di lancia, che potevano essere impiegate sia a scopo difensivo, sia nella caccia. L'attività venatoria, documentata dai resti faunistici, era rivolta soprattutto al cervo e al cinghiale, animali di ambiente forestale.

 

(segue Conelle) 

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